SAT Expo

Progetto SISMA. Una storia di successo. Presentati alla comunità scientifica e industriale i risultati dello studio sulla gestione del rischio sismico.

Roma 5 maggio 2011 -

“Gli obiettivi raggiunti dal team di SISMA forniscono un bilancio più che soddisfacente e indicano la strada per lo sviluppo di futuri programmi di Earth Observation. L’ASI proseguirà su questa strada per indirizzare i propri investimenti verso la realizzazione di sistemi in grado di fornire valido supporto alla gestione delle emergenze”.
Questo è quanto ha dichiarato il Direttore Tecnico dell’Agenzia Spaziale Italiana, Mario Cosmo nel corso dell’apertura dei lavori conclusivi del seminario su SISMA (Seismic Information System for Monitoring And Alert), il progetto pilota dell’ASI per il monitoraggio del rischio terremoti, che ha coinvolto tre enti e una ventina di ricercatori, sviluppando un approccio innovativo che supera quello classico di tipo probabibilistico e integra geodetica, geofisica e sismologia.
Il Responsabile del progetto, Roberto Sabadini, intervenendo ai lavori, ha ringraziato lo staff di ASI per l’appoggio con cui “è stato possibile studiare gli eventi sismici su scala nazionale, attraverso l’analisi dei dati GPS e dei patterns di riferimento per l’identificazione delle aree critiche. Lo step successivo è stato il calcolo dell’evento su scala locale che ha permesso di fornire una nuova diagnostica di intervento al sistema nazionale di Protezione Civile.
“A differenza dei precedenti sistemi basati sul calcolo delle probabilità”, ha spiegato Simona Zoffoli, responsabile dello sviluppo del progetto, “SISMA sfrutta i dati captati dai sistemi SAR e GPS per realizzare modelli geofisici, geodetici e sismologici con cui stimare la variazione dello sforzo nel gauge della faglia, in modo da migliorare la conoscenza dei meccanismi di generazione del terremoto e dedurne il comportamento in caso di accumulo di stress”.
Il dominio di dimostrazione ha considerato 3 aree di test localizzate: Gemona del Friuli, Colfiorito in Umbria e il Parco del Pollino in Calabria. Queste aree sono state scelte perché caratterizzate da diversi stati del ciclo sismico: la zona di Gemona del Friuli nel 1976 ha registrato scosse di magnitudo 6.5 sulla scala Richter, Colfiorito nel 1997 è stata interessata da fenomeni di magnitudo 6.0, mentre il Pollino si caratterizza per la sismicità più importante in Italia.

Fonte: ASI




May 18, 2011 at 5:48 pm